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La parola “classico” significa: che serve da modello. C’è chi fischietta Mozart senza saperlo, c’è chi lo sente e riconosce subito il Rondò in Re maggiore K.485. Quello che li unisce è forse il modello d’arte più universale che esista: la musica classica.
Ascoltata in macchina in coda, in concerto dal vivo o su DVD, suonata da un principiante o da un maestro, il suo valore non cambia, resta quello di un bene per tutta l’umanità, di una gioia che ognuno può provare.
Anche se la musica classica comprende anche i canti gregoriani, il rinascimento, il barocco, il romanticismo e la cosiddetta musica contemporanea, per periodo classico si intende il fiorire di una stagione di eccezionale cultura musicale, insuperata fino ad oggi e caratterizzata dai massimi geni musicali: Bach, Haydn, Mozart, Beethoven, quest’ultimo considerato già un trait d’union col successivo periodo romantico, quello di Schubert, Chopin, Schuman, Liszt, Wagner, Berliotz, Verdi e Brahms e tanti altri.
Ciò che accomuna tutti i generi che vengono definiti di solito come musica classica, è il ruolo di archetipo, di modello originale per tutta la musica che è venuta dopo, più effimera e raramente così vicina alle persone più diverse.
Molti filosofi, musicisti, compositori e personaggi famosi hanno cercato di argomentare il loro amore per la musica classica, di comunicare in qualche modo ciò che in realtà, non può essere spiegato con le parole. La magia della musica, specialmente quella classica è tutta qui, nel suo potere di evocare pure sensazioni senza interpellare l’intelletto, per entrare in contatto diretto con chiunque. Ecco una selezione di aforismi che cercano di rivelare, di spiegare e di comprendere i meccanismi, le dinamiche e la creazione di questo meraviglioso, ineffabile mistero.
"Dove le parole finiscono, inizia la musica."
Heine
"La musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c'è fuori."
J.S.Bach
"Io metto insieme le note che si amano"
Mozart
"Penso che la musica contenga una libertà, più di
qualsiasi altra arte, non limitandosi solo alla riproduzione esatta della
natura, ma ai legami misteriosi tra la natura e l'immaginazione".
Debussy
"La musica basta per un'esistenza ma un'esistenza non basta
alla musica"
Rachmaninov
"La musica è la stenografia dell'emozione. Emozioni che
si lasciano descrivere a parole con tali difficoltà sono direttamente
trasmesse nella musica, ed in questo sta il suo potere ed il suo significato."
Tolstoj
"Dodici note in ogni ottava e la varietà del ritmo mi offrono
delle opportunità che tutto il genio umano non esaurirà mai."
Stravinskij
"La musica è una rivelazione più profonda di ogni
saggezza. Chi penetra il senso della musica potrà liberarsi da
tutte le miserie in cui si trascinano gli altri uomini."
Beethoven
“La musica dà la gioia certamente più viva che
esista sulla terra.
Se tutti gli uomini sentissero così, nulla predisporrebbe più di
essa all'amore”.
Stendhal
“Musica: tu ci hai insegnato a vedere con l'orecchio e a udire
con il cuore.”
Gibran
"Musica, il più grande bene che i mortali conoscano. E tutto
ciò che del paradiso noi abbiamo quaggiù."
Addison
“La vita senza musica sarebbe un errore.”
Nietzsche
“L'uomo nel cui cuore la musica è senza eco, che non si
commuove ad un bell'accordo di suoni, è capace di tutto, di ferire,
di tradire di rubare. [...] Non fidarti di lui, ascolta la musica! “
Shakespeare
Il metodo di classificazione più usato per gli strumenti musicali è quello sviluppato nel 1914 dai musicologi tedeschi Erich von Hornbostel e Curt Sachs. Si divide in classi, gruppi e sottogruppi, secondo le caratteristiche fisiche che generano la vibrazione acustica. Ecco le principali classi della musica classica: idiofoni, strumenti come xilofoni, campane e triangoli, membrafoni, ad esempio timpani e tamburi, cordofoni: archi, pianoforte, arpa ed aerofoni, cioè fiati e organi.
La tromba viene quindi definito come uno strumento aerofono, a bocchino, mentre il flauto invece è a fessura e l’oboe ad ancia, a canna cilindrica, non conica come il corno, cromatico, esegue cioè tutta la scala cromatica e non le sole note naturali. Tra gli strumenti più antichi arrivati fino ai nostri tempi c’è l’arpa, che nel medioevo veniva usata da solisti o accompagnava prose e spettacoli, la chitarra classica, molto amata anche dal celebre violinista Niccolò Paganini, che compose più di cento pezzi per solista per questo strumento, il mandolino e ovviamente i tamburi.
Altri strumenti vennero dopo, in certi casi derivati da strumenti precedenti, come il flauto traverso che deriva da quello dolce, o il pianoforte, inventato alla fine del 1600 da Bartolomeo Cristofori, che applicò sul clavicembalo, uno strumento a corde pizzicate, il meccanismo del clavicordo, a corde percosse.
Le origini del violino sono incerte, l’unica cosa certa è che alla metà del ‘500 Andrea Amati, fondatore della scuola liutaria di Cremona, fissò quei canoni per la costruzione del violino, che sono tuttora invariati. Dopo la sua famiglia, resa celebre dai figli liutai Antonio e Girolamo e dal nipote Nicola, venne quella dei Guarnirei, seguita dal famosissimo Antonio Stradivari, che arricchì la scuola cremonese con più di sessanta anni di operosità ed oltre 1100 strumenti tra violini e violoncelli, ancora insuperati per qualità timbrica e suono. Il primo clarinetto nacque a Norimberga intorno al 1690 e fu in seguito perfezionato fino al 1867 quando, per merito del sistema Bohm, fu sostanzialmente innovato. Nel primo ottocento fu introdotto nel gruppo dei legni, insieme a flauto, ottavino, oboe, fagotto, controfagotto e corno inglese.
Forse per il suo timbro particolare, il clarinetto può vantare un ampio repertorio, sia nella musica da camera che da concerto. Anche Mozart scrisse il concerto per clarinetto e orchestra K.622
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eseguito in: 0.02307s
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